VACANZE ARCHEOLOGICHE NEL CILENTO: VELIA ELEA YELE CITTA' GRECA NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO: UN GRANDIOSO SITO ARCHEOLOGICO QUASI SCONOSCIUTO

VISITATE VELIA DALLE NOSTRE CASE VACANZA NEL CILENTO, DAI NOSTRI APPARTAMENTI IN AFFITTO SUL MARE NEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO. LE NOSTRE CASE VACANZA NEL CILENTO SONO A POCHISSIMI MINUTI DAGLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI VELIA ELEA YELE. UNA VACANZA NEL CILENTO CHE E' RICCO DI AERCHEOLOGIA, TRA VELIA E PAESTUM POMPEII ED HERCOLANEUM AVETE UNA CONCENTRAZIONE DI STORIA ANTICA E DI ARCHEOLOGIA DIFFICILMENTE REPERIBILE IN ITALIA

Velia: una vista incredibile ! Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia
Molti italiani hanno sicuramente gia' visitato gli scavi di Pompei, Ercolano, Cuma, Pozzuoli, tutti siti archeologici della Campania di fama mondiale; non molti hanno visitato Paestum. Quasi nessuno conosce Velia Elea Yele, una grande città greca del passato, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. Anche se foste dotati di una grande fantasia, non riuscireste mai ad immaginarne la grandezza. Allora seguite queste pagine per farvene almeno una piccola idea. E mentre leggerete queste pagine, organizzate nei vostri pensieri la vostra visita qui per vederla dal vivo e conoscere anche le altre meraviglie del Parco Nazionale del Cilento. Affittate una casa vacanze nel Cilento a Villa Prato: i nostri appartamenti in affitto turistico nel Cilento sono direttamente sul mare ed a pochissimi minuti dagli scavi di Velia e Ascea



NASCITA DI FOCEA, LA CITTA' ORIGINARIA DI ELEA VELIA YELE: SCENARIO STORICO GENERALE

La famosa Torre angioina costruita sul Tempio Greco. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia All'incirca nel 2000 A.C. l'Isola di Creta rappresentava il centro del commercio nel Mediterraneo. Fino al 1600 A.C. la civiltà cretese ebbe un prodigioso sviluppo economico e culturale. Creta era il centro del mondo mediterraneo dell'epoca - ed il mediterraneo era il centro del mondo di allora -. I Cretesi costruirono le migliori navi che il mondo non avesse mai avuto e dominarono il commercio marittimo in tutta l'area. Fu inventata la scrittura lineare. Dopo una fase di regresso, intorno al 1660 A.C., sotto l'influsso della Grecia e della civiltà Micenea, Creta ebbe un nuovo sviluppo. Ma intorno al 1450 A.C. gli Achei - un popolo che nel frattempo aveva assunto il controllo dell'intera Grecia Micenea - distrusse l'egemonia cretese. Gli Achei raggiunsero una gran potenza, testimoniata dalla conquista di Troia avvenuta nel XIII° sec. A.C. ed immortalata nella poesia d'Omero. Nel corso del XII° sec A.C. tutte le civiltà antiche orientali crollarono sotto l'urto congiunto di rivolte interne ed attacchi esterni, condotti da popoli che avevano tenuto fino allora sottomessi. I Dori invasero la Grecia e finì la civiltà cretese e micenea. Iniziò un lungo periodo di regresso economico noto come Medioevo Ellenico (XII° - VIII° A.C.). In questa epoca un popolo di mercanti e pescatori divenne il principale fornitore di metalli nel Mediterraneo: i Fenici. Essi furono tra i più esperti navigatori tra gli uomini vissuti fino allora, e le loro navi furono ancora migliori di quelle che avevano costruito i Cretesi. Con queste navi crearono basi commerciali in Asia Minore, nelle isole dell'Egeo di Samo, Chio, Nasso ed Amorgo, nelle regioni dell'Attica e dell'Eubea. Essi per primi esplorarono Mediterraneo Occidentale. Il commercio su vasta scala che essi effettuavano rese necessaria l'invenzione della scrittura alfabetica e della moneta. Successivamente, all'inizio del IX° sec. A.C. le dominazioni assire diminuirono l'egemonia commerciale delle città fenice, sicchè la maggior parte del commercio nell'Asia Minore passò nelle mani dei mercanti greci. Ciò costituì un potente impulso per un nuovo sviluppo che portò tutto il mondo greco fuori dal Medioevo Ellenico verso lo splendore dell'VIII° sec. A.C.. Sorsero così nuove colonie commerciali in Asia Minore, come la potente città di Mileto. Accanto a quest'ultima, nel VIII° sec. A.C. circa, vi era la città di Focea. La popolazione era originaria di una regione interna della Grecia, la Focide. La città sorgeva su un promontorio, poco a Nord della foce dell'Ermo; e di fronte alla propaggine più settentrionale della penisola di Smirne. In questo periodo furono anche fondate nuove città greche nel Mediterraneo Occidentale ed in Italia costituendo la cosiddetta "Magna Grecia".

LE COLONIE GRECHE

La famosa Torre angioina ed il villaggio arcaico a struttura poligonale. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia Teniamo presente che le colonie greche erano state fondate da gruppi di popolazioni particolarmente coraggiose ed intelligenti. Spesso erano gli abitanti di un'intera città che emigravano in massa in cerca di una nuova vita. Prima di partire, i coloni compivano i sacri riti per propiziarsi gli dèi e si sceglievano un capo; portavano con sé il fuoco sacro e una zolla di terra della propria città o del proprio villaggio, simbolo che voleva significare eternità di vincoli spirituali tra i coloni e la madrepatria. Giunti sul luogo designato, i coloni cercavano di prendere possesso di un'altura non lontana dal mare, per meglio potersi difendere in caso di ostilità da parte della popolazione indigena; o anche occupavano un'isola vicina per muovere da essa verso il continente, in un secondo tempo; oppure sceglievano un posto vicino ad un'insenatura o alla foce di un fiume. Il luogo prescelto era poi cinto di mura, e si provvedeva subito ad erigere un'ara o un tempio in onore della divinità protettrice, cercando intanto, quanto più era possibile, di stipulare accordi amichevoli con le genti vicine. I coloni erano stati preceduti da navigatori dediti ai commerci, e dalle loro relazioni essi erano venuti a conoscenza, sia pure in modo approssimativo, delle terre verso le quali avevano intenzione di dirigersi, dei vantaggi che quelle potevano offrire, dell'accoglienza che vi avrebbero trovato da parte delle popolazioni indigene. Solo poche colonie greche furono veramente fondate nel significato usuale della parola, cioè edificate dove prima non esistevano abitanti; generalmente si trattò di un accostamento e di una sovrapposizione graduale di un nuovo centro ad un vecchio centro. Le colonie greche, pur costituendo comunità autonome rispetto alla madrepatria, mantenevano con essa rapporti di scambi mercantili e culturali e, spesso, anche di amicizia politica; della madrepatria conservavano usi, costumi, riti religiosi, lingua, forme politiche, giungendo però a creare e a sviluppare, a poco a poco, sulla comune base greca, una propria civiltà particolare, con un'originale fisionomia. Dall'VII° al VI° secolo A.C., il Mediterraneo e il mar Nero divennero mari di coloni greci e formarono un "mondo greco". Colonie sorsero lungo le coste dell'Asia Minore, lungo le sponde del mar Nero, e, durante una seconda ondata colonizzatrice verso Occidente, anche lungo le coste del Mediterraneo. I coloni focesi, i più audaci, si spinsero ancor più lontano e fondarono la prima citta' della Francia, Massalia ( l'odierna Marsiglia ), che divenne presto un grande centro di irradiazione della cultura e della civiltà greca nelle attuali Francia e Spagna. L'inizio dell'espansione coloniale greca in Italia risale alla seconda metà dell'VIII° secolo A.C.. La colonizzazione greca si svolse lungo le coste della Sicilia e dell'Italia meridionale, sino al golfo di Taranto sul versante ionico, e sino alle coste della Campania sul versante tirrenico. Minori stanziamenti di colonie si ebbero lungo l'Adriatico. Mai però i Greci giunsero a sovrapporsi etnicamente alle genti italiche (neppure là dove poterono estendere nell'entroterra il proprio dominio), pur fondendosi spesso con esse, tanto che si può parlare di una civiltà greco-italica. Alle colonie greche dell'Italia meridionale fu dato nell'insieme, verso il V° secolo A.C., il nome di Magna Grecia, cioè di Grande Grecia: con tale appellativo non si voleva indicare una superiorità sulla madrepatria, bensì una superiorità sulle altre colonie. Le colonie greche in Italia svilupparono splendide forze artistiche e spirituali, e hanno offerto un meraviglioso contributo alla storia dell'arte. La scrittura fu diffusa in Italia dai coloni greci, la cui opera di civiltà nel territorio italico costituisce uno dei capitoli più affascinanti dell'antichità mediterranea.

L'ATTIVITA' COMMERCIALE DI FOCEA

La famosa Porta Rosa. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia L'acropoli della città, centro del potere secondo la tradizione micenea, non era più nelle condizioni di controllare l'intero territorio urbano. Così, come era successo a Mileto, dapprima si resero indipendenti i pescatori ed i propietari delle saline; poi gli imprenditori delle manifatture, in cui si lavorava l'oro e si fabbricavano suppellettili di bronzo, e specialmente, armi ed armature di ferro. Si creò quindi un ceto di mercanti indipendenti, come gli odierni piccoli imprenditori. Questi mercanti focesi erano abilissimi navigatori. Essi avevano ereditato tutta l'esperienza marittima e la tecnica di costruzione navale dei Cretesi prima e dei Fenici dopo. Come questi ultimi avevano esplorato l'intero Mediterraneo, e sicuramente lungo le loro rotte avevano stabilito numerosi approdi attrezzati, alcuni già utilizzati dai Fenici stessi. Uno di questi era sicuramente Elea - Velia, sin prima della presa di Focea da parte dei Persiani nel 545 A. C.; ciò considerando le favorevolissime condizioni della costa quell'epoca, in quel punto del Cilento rispetto a tutto il resto della costa tirrenica meridionale da Reggio fino a Pozzuoli; ed inoltre considerando la tecnica di navigazione dell'epoca. Essi comperavano schiavi, oro, rame, stagno, e ferro per quegli imprenditori; i quali poi rivendevano le merci in Egitto e in Lidia. Nelle fonderie si producevano armi di grande qualità. Le spade, gli scudi e le armature di ferro di Focea divennero in breve tempo famose e furono acquistate ovunque. Si può affermare che i Focesi fossero i principali produttori di armi dell'epoca, in concorrenza con gli Etruschi. Le spade erano particolarmente apprezzate e costituivano la dotazione di molti degli eserciti dell'epoca. Erano prodotte, inoltre, suppellettili d'oro ed di altri metalli pregiati. I Focesi importavano anche l'elettro dalla Lidia, il metallo usato per coniare le monete. Infatti Focea fu la seconda città di tutta la Grecia, dopo Mileto, a coniare monete d'elettro, intorno al 630 A.C.. Oltre ai metalli ed ai loro prodotti (grano, olio di oliva, mandorle, fichi secchi e vino, quest'ultimo anche proveniente dalla Lidia) venivano commerciate anche le famose tuniche di Mileto: fatte di pregiatissima lana, tinte di porpora e zafferano, ornate con liste e fermagli d'oro. Queste tuniche divennero presto in tutta la regione un segno di distinzione e raffinatezza sociale e abito d'obbligo di sovrani, cortigiani e ricchi proprietari. Intorno a Focea era tutto un fiorire di città commerciali, e spesso si creava anche una gran rivalità fra di loro. Era questo il caso di Càlcide, la principale città dell'Eubea. Oltre alla vendita della famosa lana, i mercanti di questa città si arricchivano vendendo agli Etruschi il rame ed il ferro dell'isola. Poi comprando dagli Etruschi stessi i prodotti finiti della metallurgia del ferro - soprattutto spade, scudi ed armature, e suppellettili di bronzo - li rivendevano in tutto l'Asia Minore. Così i Calcidesi erano in fortissima concorrenza con i Focesi, e fra le due città esisteva una fortissima guerra commerciale. Insomma Focea era in lotta commerciale con molte città; dal momento che l'ambiente egeo e mediterraneo costituiva il mondo, a quell'epoca, le guerre commerciali tra i Focesi e gli Etruschi o tra Focea e le altre città sono paragonabili, per entità, per esempio, a quella tra Microsoft e Sun, o tra i produttori occidentali ed asiatici di automobili. Càlcide aveva anche aperto la strada alla colonizzazione greca in Italia, ed aveva fondato colonie quali Cuma (760 A.C.), Zancle, presso l'odierna Messina (757 A.C.), Taormina (734 A.C.), e Reggio (718 A.C.). Càlcide si servì delle proprie colonie come scali per le navi commerciali e militari, come fecero i Focesi con le loro colonie di Alalia e Marsiglia; ed inoltre si servì strategicamente di Reggio per impedire ai Focesi di attraversare lo stretto di Messina, a causa della già citata fortissima guerra commerciale. Allora Focea cercò un'alternativa al periplo della Sicilia, e trovò un alleato nella città di Sibari, colonia greca situata nel golfo di Taranto, in Puglia. Questa era una città potentissima fondata intorno all'VIII° sec. A.C.; e nel VI° sec. A.C. essa controllava addirittura venti città, di cui due Lao e Scidro (odierna Scalea), sulle coste della Lucania Meridionale, molto vicino al Cilento e a Velia. Attraverso Sibari e le sue colonie tirreniche della Lucania Focea poteva trasportare le sue merci senza attraversare lo stretto di Messina. Fu così che Focea vinse il secolare duello commerciale e politico con Càlcide. I Focesi si servirono delle colonie tirreniche sibaritiche per effettuare una massiccia penetrazione commerciale nel Mediterraneo Occidentale. Nel 595 A.C. fondarono la colonia di Marsiglia, la prima città della Francia. Questa rapidamente diventò una popolosa città dotata di uno scalo navale d'eccezionale importanza per le navi Focesi che facevano rotta verso la Spagna, alla ricerca dello stagno. Sulla costa Spagnola appunto nel 585 A.C. nacque la colonia focese di Rode. Infine nel 565 A.C. fondarono la colonia di Alalia in Corsica, come base d'appoggio sulla rotta per Marsiglia e Rode. Avete ora un'idea della grandezza e delle capacità ed efficienza dei fondatori di Velia Elea.

LA DISTRUZIONE DI FOCEA

Le terme adrianee. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia Nel frattempo l'Impero Persiano era diventato potentissimo. Ciro il Grande propose alle città greche dell'Asia Minore un formale atto di sottomissione. Solo Mileto accettò; ed allora il generale dell'esercito persiano Arpago distrusse ad una ad una tutte le colonie greche dell'Asia Minore. Nel 545 A.C. Focea fu rasa al suolo con il preciso scopo di cancellarla dalla storia. Si salvarono solo gli abitanti in massa. Questi ultimi, abilissimi navigatori e dotati di una efficiente flotta, fuggirono nel Mediterraneo, e si distribuirono tra Marsiglia ed Alalia; e sicuramente una parte si insediò presso l'antico approdo di Elea - Velia. I Focesi, pur avendo perso la loro patria, rimasero una grande potenza mercantile il cui centro si era trasferito nel Tirreno. Le manifatture metallurgiche ed i cantieri navali di Focea furono trasferiti e riorganizzati ad Alalia, e probabilmente anche in parte ad Elea-Velia, anche se fino ad ora non se ne ha traccia. Marsiglia diventò la base delle spedizioni commerciali che andavano a cercare metalli sino in Spagna ed in Africa. A questo punto gli interessi commerciali dei Focesi divennero incompatibili con quelli degli Etruschi. Questi erano specializzati proprio in quelle produzioni metallurgiche con le quali, attraverso la città di Càlcide avevano sempre fatto concorrenza alle analoghe produzioni focesi, che ora si trasferivano addirittura sulle coste del Tirreno. Per questo gli Etruschi si allearono con i Cartaginesi, un popolo di origine fenicia stanziato sulla costa settentrionale dell'Africa, ed iniziarono una guerra senza quartiere contro i Focesi. Nel 535 A.C. le flotte cartaginesi ed etrusche distrussero la flotta focese presso le coste della Corsica, non lontano da Alalia; e poi i loro soldati espugnarono e distrussero la stessa città. I Focesi che si erano stanziati in Corsica abbandonarono l'isola. Una parte di loro fu accolta dai Calcidesi di Cuma; un'altra parte si trasferì ad Elea - Velia, sulle coste del Cilento. La vecchia rivalità tra Focesi e Calcidesi scomparve di fronte alla minaccia da parte degli Etruschi di una totale distruzione delle colonie greche nel Tirreno. Nove anni dopo, nel 524 A.C., gli Etruschi attaccarono Cuma. Ma questa volta, Focesi e Calcidesi alleati, annientarono la flotta Etrusca nelle acque di Cuma. La battaglia di Cuma fu molto importante, poiché salvò la colonizzazione greca dell'area tirrenica dalla distruzione. Non fu però l'inizio di una riscossa. La Corsica non fu mai più riconquistata dai Greci, ed il commercio dei metalli rimase nelle mani dei soli Etruschi. Marsiglia e le altre colonie sopravvissero solo perché rinunciarono alla loro attivià commerciale nel campo della metallugia; altrimenti Etruschi e Cartaginesi avrebbero potuto facilmente distruggerle. Il declino del potere commerciale greco nel Tirreno causò un grave indebolimento di Sibari, che era il tramite del commercio dell'Asia Minore verso tutto il bacino del Mediterraneo Occidentale. Ed alla fine, dopo alcune vicende, Sibari fu distrutta da Crotone e Metaponto nel 510 A.C.. I Sibariti, come i Focesi, riuscirono a fuggire con le loro navi, e nel Tirreno Meridionale fondarono una nuova splendida città sulla costa tirrenica, chiamata Poseidonia, l'attuale Paestum.

ELEA VELIA, UNA GRANDE CITTA'

La linea di costa. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia
Osservando la costa dell'epoca, tra Sapri, già abitata da un nucleo Sibarita, e Cuma, fondata dai Calcidesi, la migliore possibilità di insediamento, secondo la logica di colonizzazione sopra esposta, era nell'insenatura naturale compresa tra il promontorio di Elea - Velia sul quale si colloca l'acropoli a Sud, le colline di Casal Velino a Nord; all'epoca - nel 550 A.C. circa - l'insenatura si estendeva all'interno per cira 2 Km. La città di Elea - Velia è ben sviluppata dopo il 535 A.C.. Il promontorio di Elea - Velia, è situato nella parte più interna del bellisimo ed ampio golfo compreso tra Punta Licosa e Capo Palinuro. E' in meravigliosa posizione ricoperto di ulivi, su di un promontorio incuneato nel Mar Tirreno, con un panorama mozzafiato. In breve, per la sua posizione, per l'esperienza dei suoi marinai, per le sue attività commerciali legate all'estrazione del sale ed alla salagione del pesce, Velia diventa un centro a ricca economia ben conosciuto in Sicilia e in Francia. Dispone di uno dei migliori porti commerciali del Tirreno, dotato di un'ampia zona di sosta per le navi cariche subito a Nord dell'acropoli; e di una zona attrezzata per lo scarico delle merci subito a Sud dell'acropoli stessa. Avendo i Focesi perso l'attività commerciale relativa alla metallurgia, Elea - Velia non ha vocazioni espansionistiche e gode di ottimi rapporti con le popolazioni indigene limitrofe. Da questo momento, come dire, di riflessione, si sviluppa una peculiare cultura filosofica ad opera del discepolo di Pitagora Parmenide; ed addirittura una famosa scuola di medicina, detta appunto eleatica, che confluirà, nei secoli successivi, nella tradizione della Scuola Medica di Salerno.



SVILUPPO URBANISTICO DELLA CITTA' DI VELIA ELEA

L'estensione degli scavi. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia Il promontorio fu la sede del primo nucleo urbano, organizzato su di un asse stradale che collegava il promontorio con le sue falde, dove erano i due porti. Le prime case furono costruite secondo tecniche tipiche della regione del Mediterraneo da cui provenivano i coloni. Un importante cambiamento fu operato intorno al 480 A.C. con la demolizione di questo più antico quartiere in favore di un grande tempio, che comportò la trasformazione dell'acropoli in santuario. L'abitato si estese enormemente sulle pendici collinari, disponendosi per terrazze con organizzazione di due quartieri, di cui quello a sud dell'acropoli - meglio conosciuto per gli scavi che vi sono stati condotti - mostra una forte concentrazione delle difese nell'area portuale, fornita anche di arsenali. I due quartieri erano collegati da una grande strada, che si insinuava in una sella a Est dell'acropoli e poi scendeva lungo le falde della collina. Nella parte più alta della sella fu sistemato un grande arco a tutto sesto, la famosa Porta Rosa, importante testimonianza dell'uso dell'arco a opera di architetti greci del IV° secolo A.C.. Siamo, quindi, in grado oggi di configurarci, seppur con molta approssimazione quello che era l'aspetto dei luoghi, quando vi giunsero i Focei, reduci da Alalia: un promontorio che si inoltra nel mare e delimitato da due insenature nelle quali sfociano tre corsi d'acqua e, alle spalle, nel retroterra, una cortina a emiciclo di colli e di monti, con pochi e non facili passi, che proteggono la zona da eventuali minacce dall'interno. Questa più volte illustrata configurazione dei luoghi, così idonea e così perfetta, fa pensare subito che Elea - Velia fosse già stata occupata da molti anni. Sicuramente nei secoli precedenti era ampiamente sfruttata da tutti i popoli che commerciavano lungo le coste del Tirreno Meridionale, o che di lì transitavano verso le rotte commerciali della Francia e della Spagna. Ciò anche considerando l'estrema scarsezza di località idonee all'approdo riparate dai venti dominanti di Libeccio e Maestrale lungo le coste del Tirreno meridionale; ed anche per la tecnica navale dell'epoca. Perciò è difficile pensare che il promontorio di Velia fosse del tutto disabitato. La narrazione Erodoto non fa cenno alcuno a contrasti tra i Focei e popolazioni locali all'atto della fondazione della città: ciò proprio per la sicura presenza di un nucleo, anche se ridotto, di Focei ad Elea - Velia. Quindi Velia era gia' da tempo un luogo di supporto logistico commerciale e di supporto tecnico navale per la flotta focea in viaggio dalle coste dell'Asia Minore verso le mete commerciali di Marsiglia e di Rode.

La citta' si sviluppo' in cinque momenti:

  1. L'impianto della città, le prime fortificazioni, i primi monumenti pubblici: fine Vl° metà V° sec. A. C.;
  2. Potenziamento del sistema difensivo con cinta unitaria e fortificazioni ovunque nel perimetro della citta': nella metà V°- VI° sec. A.C.;
  3. Dopo un fatto alluvionale ricostruzione parziale della citta', ostruzione di Porta Rosa, riempimento dell' agorà e trasformazione della zona portuale del quartiere meridionale: nel III° - II° sec. A.C.;
  4. Dopo un'altra alluvione nel 62 D.C. circa nuovo rifacimento dei quartieri meridionali in età adrianea, con le terme, ed altre importanti modifiche di edificii pubblici: nel II° sec. D.C..
  5. Nell'età tardo antica e bizantina, si realizzano costruzioni tutte eseguite con materiale di re-impiego e senza più rispetto dell'impianto urbanistico: nel IV° - VII° sec. D.C..

Le mura fortificate della zona portuale. Case vacanza nel Cilento a Velia - Affitti turistici ed appartamenti in affitto nel Cilento a Velia Sappiamo che il commercio a Velia era essenzialmente basato sulla pesca e vi erano delle saline e magazzini per la conservazione del pesce; c'erano due efficienti scali marittimi, uniti da una strada; e che tutt'intorno vi erano paludi; e che lungo la costa di fronte al promontorio vi erano le due isole Enotridi, ciascuna fornita di un ancoraggio. Velia non è stata per i Focesi semplicemente una città rifugio; ma fu dapprima, già nella prima metà del VII sec. A.C. ed anche prima, un approdo sicuro ed una tappa sulla via che, partendo dalla Grecia, conduceva le navi dei Focei, attraverso lo stretto di Messina - od il periplo della Sicilia dopo la fondazione di Reggio da parte di Càlcide - fino alla Francia, a Marsiglia, ed a Rode, in Spagna. La distruzione di Focea spostò le loro navigazioni a lunga distanza dall'Egeo al Tirreno. Dopo la battaglia di Alalia, i Focei fecero alla fine di Velia la loro città, ed il principale centro di un commercio marittimo, seppur limitato rispetto a prima, ma sempre efficente e rigoglioso; ed inoltre divento' un centro mirabile di cultura, filosofia e religione veramente unico in tutto il Tirreno. Il Cilento ha dato la patria a tutto cio' : approfittate delle case vacanza nel Cilento di Villa Prato per fare una meravigliosa visita agli scavi di Velia e scoprire questa grandiosa citta' del Cilento antico. Le nostre case vacanza sul mare e i nostri appartamenti in affitto nel Cilento sono a pochi minuti dagli scavi di Velia


Indietro alla pagina precedente    @ email: info@villaprato.com


Villa Prato - Localita' Piani 5 - 84040 - Pioppi - Salerno - Italy
Cilento - affitto case vacanza ed appartamenti in affitto nel Cilento vicino a Paestum ed agli scavi di Paestum ed al museo di Paestum